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Associazione Stampa Parlamentare
Mercoledì 21 Dicembre 2011

Auguri ai presidenti Fini e Schifani

 

Nella foto: Renato Schifani ascolta il presidente dell'Asp,

Pierluca Terzulli che fa gli auguri; a sinistra la dott.ssa Elisabetta

Serafin, segretario generale del Senato; a destra il segretario Asp

Sergio Amici.

 

 

 

 

 

 


Martedì 20 dicembre si è svolta nella sala del Mappamondo alla Camera, la tradizionale cerimonia degli auguri natalizi che Pierluca Terzulli, presidente dell’associazione stampa parlamentare (insieme al segretario Sergio Amici e a molti giornalisti), ha rivolto a Gianfranco Fini.

Il Presidente della Camera ha risposto ad alcune domande di attualità sulla situazione politica. Riportiamo qui la sintesi di alcune risposte diffusa dalle agenzie di stampa.

       

 

Fini, per 2012 nuovo rassemblement repubblicano

 

(ANSA) - ROMA, 20 DIC - Per il 2012 si sta lavorando a definire un nuovo bipolarismo. L'idea, spiega Fini intervenendo

alla cerimonia di auguri con la stampa parlamentare, e' quella di dar vita ad un nuovo ''rassemblement repubblicano che parta

non dalla presunzione di rappresentare i migliori ma dall'intenzione di mettere insieme persone di buona volonta' su

una base programmatica''.

 

Fini, governo Monti non e' fallimento della politica.


(ANSA) - ROMA, 20 DIC - ''Non credo - spiega - che si possa dire che la nascita del governo Monti abbia segnato un

fallimento della politica. E' stata, invece, una assunzione di responsabilita'. Chi solo qualche mese fa avrebbe mai immaginato

un governo sostenuto da Pdl, Pd e Terzo Polo? E' stato scongiurato il definitivo fallimento della politica, che ci

sarebbe stato se a prevalere fosse stato l'interesse di bottega.

Se, caduto Berlusconi, si fosse tornati alle urne - prosegue - allora si' avremmo avuto il fallimento della politica: dopo una

campagna elettorale senza precedenti per l'asprezza dello scontro, chi avrebbe vinto, ammesso che un vincitore vero ci

sarebbe stato, non avrebbe avuto altro da fare se non portare i libri in tribunale dell'Italia in default''. Infine, secondo

Fini ''il Parlamento non si sente costretto'' dal confronto con un governo tecnico: ''Quanto abbiamo visto nell'esame in

Commissione della Manovra non penso sia molto diverso da quello che avremmo visto con un governo politico''.


 

Costi politica: Fini, vera risposta e' ridurre parlamentari


(AGI) - Roma, 20 dic. - Fini ha ribadito che e' un errore parlare "di costi della politica, perche' questo potrebbe

portare un giorno a ipotizzare che qualcuno possa porre la questione dei costi della democrazia".Tuttavia - ha aggiunto - in tempi in cui il tema e' questo ed e' molto sentito dai cittadini, "945 parlamentari sono un lusso che non possiamo permetterci".

 

 

 

 

Mercoledì 21 dicembre presso la sala Zuccari di palazzo Giustiniani, i giornalisti parlamentari hanno augurato a Renato Schifani

buon Natale e buon Anno. Al Presidente sono state rivolte alcune domande.

Ecco una sintesi delle risposte come riportate dalle agenzie.

 

 

Costi politica: Schifani, giusto tagliare ma senza delegittimare istituzioni, riduzioni e tagli andranno avanti ma senza penalizzare parlamentari

 

Roma, 21 dic. (Adnkronos) - La riduzione dei costi della politica e' iniziata e andra' avanti ma guai se l'esigenza dei tagli

diventa un ring per delegittimare la politica. Lo ha sostenuto il presidente del Senato, Renato Schifani, nell'intervento per il

tradizionale scambio di auguri per le feste natalizie con i rappresentanti della Stampa parlamentare.

 

"Abbiamo fatto tanto - ha affermato il presidente del Senato- perche' abbiamo rivisitato il regime dei vitalizi, investendo la

tematica dei diritti acquisiti e abbiamo ridotto moltissimo i costi del Senato e della Camera. Con calma, ma tempestivamente, ci

occuperemo anche della rivisitazione delle indennita' che non intendo venga vista come una penalizzazione delle funzioni dei parlamentari".

 

"I parlamentari - ha continuato - lavorano, svolgono una funzione strategica nella vita pubblica del Paese e rappresentano le

istituzioni. Quindi la riduzione delle indennita' non deve aprire la strada a una valutazione denigratoria della funzione dei

parlamentari. Ci tengo a difendere i parlamentari ma anche l'istituzione parlamentare. Se la campagna dell'antipolitica continua

- ha concluso- la mia preoccupazione e' che verranno delegittimate non solo le funzioni dei parlamentari ma anche del Parlamento che invece va difeso da tutti noi".

 

 

Legge elettorale: Schifani, va cambiata, c'e' il tempo per farlo (2)

 

(Adnkronos) - "Non intendo in alcun modo fare valutazioni sul referendum -ha dichiarato Schifani- perche' non voglio interferire

sulla necessaria serenita' che deve essere garantita alla Corte Costituzionale, quando e' chiamata a un pronunciamento di qualsiasi

natura esso sia. Non daro' giudizi sul fatto che il referendum possa rappresentare o meno uno spartiacque, perche' questo sarebbe gia' un

giudizio politico".

 

"In questo scorcio di legislatura abbiamo il tempo e la possbilita' di rivedere la legge elettorale. Non e' un tema del

governo ma del Parlamento. Credo che tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, siano perfettamente consapevoli che la

legge elettorale in vigore non sia  piu' in sintonia con il Paese. Va cambiata -ha continuato- per attenuare l'antipolitica che nasce dal

fatto che i parlamentari siano nominati dai partiti e non scelti, attraverso il voto, dai cittadini".

 

Stabilire se prevarra' il maggioritario o se si tornera' al proporzionale e' un altro tipo di questione. "Io sono nato con il

maggioritario. Spero che rimangano fissi i due blocchi, chiari, che si confrontano in un sistema bipolare e che l'elettore, con il voto,

possa decidere chi governa e chi va all'opposizione. Credo che sia un tema da affrontare al piu' presto e che la riforma della legge

elettorale -ha concluso Schifani- venga incardinata nelle sedi competenti. Sia il Senato che la Camera sono pronti a fare la loro

parte e siamo pronti -lo abbiamo gia' detto al presidente del Consiglio- in modo che i provvedimenti strutturali del governo, vengano

esaminati dalle aule parlamentari in tempi celeri".

 

   

    

 

Nella foto in home page: il Presidente della Camera Fini e (da sinistra) il segretario dell’Asp Sergio Amici, il presidente dell’Associazione Pierluca Terzulli; poi vicino a Fini il segretario generale Ugo Zampetti  e  il capo ufficio stampa

Giuseppe Leone.