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Associazione Stampa Parlamentare
Martedì 31 Gennaio 2017

ECCO LE PROPOSTE DA VOTARE PER CAMBIARE IL NOSTRO STATUTO

 

                                                           LA RIFORMA DELLO STATUTO

 

(Lo Statuto attualmente vigente si trova nella pagina web a "Chi siamo", in alto a destra nel sito, poi "Lo Statuto",

a sinistra sulla pagina, dopo il Direttivo). 

 

 

 

                                                            La procedura di riforma dello statuto

 

     Il procedimento di riforma dello Statuto dell'Associazione Stampa Parlamentare sta entrando nella sua fase conclusiva. Si tratta di un lungo percorso, che ha preso il via nell'estate del 2015 con una consultazione pubblica aperta, che ha consentito a tutti gli iscritti di sollevare problemi ed indicare le criticità e i punti dove più forte era avvertita la necessità di una revisione e di un adeguamento ai tempi mutati. Definito il campo di azione, nella seconda fase del procedimento una commissione ristretta (Inangiray, Graziani e Ghelfi) ha messo a punto una bozza di testo di riforma, poi discussa, emendata ed approvata dal Consiglio direttivo nel suo complesso. Terza fase: sulla base dell'articolo 10, secondo comma, dello statuto attualmente vigente, il Consiglio direttivo ha predisposto un primo testo di riforma, presentandolo ai soci nell'assemblea del 22 febbraio 2016, su cui sono stati sollecitati i contributi di tutti gli iscritti. Arriviamo alla quarta fase. Nella successiva assemblea dell'8 giugno 2016 è stato presentato il testo definitivo della proposta di riforma (parziale) dello Statuto, approvata dal Consiglio direttivo, tenendo conto - per quanto possibile - delle critiche, dei suggerimenti e dei primi emendamenti venuti da soci nell'assemblea del 22 febbraio, e nelle settimane successive. Quinta fase. Sul testo presentato e discusso l'8 giugno è stata aperta la possibilità di formalizzare emendamenti, come previsto dall'art. 10, terzo comma. Siamo quindi giunti alla stretta finale: al testo proposto dal Consiglio direttivo sono stati presentati circa venti emendamenti, che dopo l’esame del Consiglio direttivo, ora sono pronti per essere sottoposti al voto dei soci in una prima assemblea, prevista mercoledì 22 febbraio prossimo, sotto forma di seggio elettorale, cui ne seguirà una seconda per approvare o respingere il testo finale, risultante dalla proposta del direttivo, in cui dovranno essere inseriti gli emendamenti eventualmente approvati. Tutto questo è previsto dai commi 4 e 5 del sopracitato articolo 10 dello Statuto. Le assemblee/seggio elettorale si svolgeranno consentendo il voto dalle 8,30 alle 20,30. Allo stesso modo si procedette in occasione dell'ultima riforma dello statuto, quella del 2005, quando si votarono gli emendamenti il 14 aprile (sedici quesiti, tutti respinti) e il complesso della proposta di riforma il 10 maggio (approvata).

 

                                                           

 

 

                                                                                         La riforma in pillole 

     

 

                La proposta di riforma elaborata dal Consiglio direttivo va ad incidere su 11 dei 19 articoli dello Statuto attualmente in vigore. I punti qualificanti si possono sintetizzare così: 

 

                 1) la semplificazione e l'attualizzazione dei criteri per l'iscrizione, così da tener conto dello sviluppo delle testate radiotelevisive all news e dello sviluppo dell'informazione via internet; 

 

                 2) il mantenimento del criterio del riconoscimento dello specifico ruolo dell'informatore politico, ma sganciandolo dal riferimento esclusivo al CCNL della FNSI, essendosi nel frattempo consolidate altre forme contrattuali, come l'AERANTICORALLO; 

 

                 3) Il raddoppio del tempo in cui l'iscrizione a pieno titolo viene mantenuta nel caso della perdita del lavoro; 

 

                 4) Il mantenimento dell'iscrizione sino all'età in cui sarebbe avvenuto il pensionamento ai soci prepensionati in caso di stati crisi che rimangano attivi nell'ambito dell'informazione politico-parlamentare; 

 

                  5) La concessione di permessi d'ingresso "lunghi" sino a sei mesi a free lance che possano documentare collaborazioni continuative, come pure a chi svolge contratti di sostituzione o stages; 

 

                  6) L'allungamento del mandato degli organismi sociali (Consiglio direttivo, Collegio di garanzia e promozione culturale e collegio dei revisori dei conti) da tre a quattro anni (a partire dalla consiliatura successiva alla riforma), per offrire la possibilità di svolgere in maniera più completa il mandato; 

 

                  7) la diversificazione dei ruoli fra soci anziani e soci attivi. I primi sono destinati a eleggere fra le loro file il nuovo Collegio di garanzia e di promozione culturale, che assorbe ed amplia le competenze dell'attuale Collegio dei probiviri. Il collegio passa da 5 a 7 membri e assume il ruolo di elaborazione delle iniziative culturali e formative dell'associazione. I soci attivi eleggono la presidenza e il direttivo, entrambe le categorie i revisori dei conti; 

 

                   8) la semplificazione delle norme per la revisione dello statuto, oggi particolarmente farraginose; 

 

                   9) Norme più stringenti contro i lobbisti mascherati da giornalisti; 

 

                  10) una semplificazione dell'apparato sanzionatorio; 

 

 

 

                                                                I QUESITI PER IL VOTO

 

                                                   I quesiti per il voto sugli emendamenti

 

   Al fine di favorire la chiarezza e di salvaguardare la sistematicità del testo in discussione, come da prassi adottata in precedenti riforme dello statuto, gli emendamenti alla proposta predisposta dal Consiglio direttivo sono stati raggruppati e verranno sottoposti al voto per materia, divisi sulla scheda in otto quesiti omogenei, ciascuno riassunto sulla base dell’obiettivo che intendono perseguire gli emendamenti, che quindi verranno accettati o respinti votando sì o no ai quesiti.

Quesito 1 – Abolizione Collegio Garanzia/Probiviri

Questo blocco di emendamenti a prima firma Silvano Bonini, si propone di abolire del tutto il Collegio di garanzia e promozione culturale, anche nella sua attuale versione di Collegio dei probiviri, affidando tutte le sue competenze al Consiglio direttivo e – di conseguenza – non operando alcuna distinzione fra soci attivi e soci anziani per quanto riguarda il diritto di elettorato, attivo e passivo.

Quesito 2 – Mantenimento attuale Collegio Probiviri

In questo caso l'intento dell’emendamento, a firma Frasca Polara, è il mantenimento dell’attuale regolamentazione inerente il Collegio dei probiviri, respingendo le modifiche proposte dal Consiglio direttivo, cioè non accogliere la sua trasformazione in Collegio di garanzia e promozione culturale, con elettorato attivo e passivo riservato ai soli soci anziani esclusivamente per questo organo.

Quesito 3 - Mantenimento del Collegio dei Probiviri con esclusione dei “nuovi” soci anziani dal voto per il direttivo Come il precedente, questo blocco di emendamenti, su proposta di Frasca Polara, ha lo scopo di mantenere l’attuale regolamentazione inerente il Collegio dei probiviri, respingendo le modifiche proposte dal Consiglio direttivo, almeno per chi è già socio anziano. Il diritto di voto di quanti acquisiranno la qualifica di socio anziano dopo l’entrata in vigore della riforma statutaria si limiterà però soltanto al Collegio dei probiviri e al Collegio dei revisori dei conti

Quesito 4 – Inserimento di due soci anziani nel direttivo L’emendamento, proposto da Russo Rossi, intende riservare due dei 9 seggi del Consiglio direttivo ai soci anziani, senza però voto per il presidente, in aggiunta alla totalità dei componenti del Collegio di garanzia e promozione culturale.

Quesito 5 – Possibilità per i disoccupati di rimanere iscritti L’emendamento (Pitoni e altri) si propone di ampliare ulteriormente la disciplina dell’iscrizione per i soci rimasti disoccupati rispetto alla proposta del Consiglio direttivo, già migliorativa dell’esistente. In particolare, si chiede che l’iscrizione – in presenza di congrua documentazione- possa essere rinnovata annualmente a richiesta, senza un termine a tale regime speciale

Quesito 6 – Il prolungamento dell’iscrizione per i prepensionati vale ai fini della maturazione della qualifica di socio anziano L’emendamento (Pitoni e altri) si propone di cancellare dalla proposta del Consiglio direttivo la previsione secondo cui il periodo di iscrizione concesso al socio prepensionato ancora attivo nell’ambito dell’informazione politica non valga ai fini del conseguimento della qualifica di socio anziano

Quesito 7 – Abolizione del controllo sulla regolarità dei contributi previdenziali ai fini dell’iscrizione Si chiede di abolire la previsione secondo cui fra i criteri che debbono essere rispettati per l’iscrizione all’ASP (e che il Direttivo ha il compito di verificare) vi sia anche la regolarità della contribuzione, sulla base della corretta applicazione dei contratti di lavoro. (Silvano Bonini)

Quesito 8 – Mantenere in vigore la disposizione transitoria Si propone di mantenere in vigore l’attuale disposizione transitoria, che la proposta dei Consiglio direttivo intende invece abrogare (Russo Rossi).

 

 

 

                                                                    

 

                                 La proposta di riforma dello statuto elaborata dal direttivo  si legge NEGLI ALLEGATI:  MODIFICHE e PARTI NUOVE IN NERETTO E CORSIVO).

 

 

 ROMA 31 GENNAIO 2017